Socio Sanitaria
COMMITTENTEASST DEL GARDA
TIPOLOGIASTRUTTURA SANITARIA
AREA3.890 MQ
IMPORTO LAVORI10.946.050,00 €
PROJECT MANAGERFabiano Faini
PROJECT LEADERing. Stefano Zubani
PROJECT TEAMarch. Paolo Neglia
int.& urb. Designer Gaia Vezzoli
Il progetto nasce da un approccio integrato che coniuga qualità architettonica, sostenibilità ambientale e attenzione al contesto paesaggistico. Fin dalle prime fasi, il lavoro si è sviluppato attorno a quattro principi fondamentali: sostenibilità, integrazione con l’ambiente circostante, comfort interno e flessibilità d’uso degli spazi. La sostenibilità viene affrontata non solo in termini di efficienza energetica, ma considerando l’intero ciclo di vita dell’edificio: dalla riduzione dell’impatto del cantiere, alla facilità di manutenzione, fino alla gestione e dismissione futura della struttura. Questo approccio consente di progettare un’architettura responsabile e duratura.
L’edificio è pensato per inserirsi in modo rispettoso nel contesto ambientale in cui sorge. Il lotto di intervento si colloca all’interno di un’area verde residua, delimitata a est da un terrapieno che confina con un campo da golf e attraversata da una fascia boschiva tutelata. L’obiettivo non è quello di creare un’architettura che si imponga sul paesaggio, ma piuttosto che si integri naturalmente nel sito, rafforzando la relazione con l’ambiente esistente.
In questo senso, l’intervento è stato concepito per restituire l’idea di un edificio che appartenga da sempre al luogo, attraverso scelte materiche e cromatiche coerenti con il contesto. Ne sono un esempio la copertura a doppia falda del corpo nord, realizzata con tegole bituminose in tonalità naturali, e i tetti verdi estensivi che caratterizzano i volumi più bassi, contribuendo alla mitigazione dell’impatto visivo e al miglioramento microclimatico.
Uno degli elementi distintivi del progetto è rappresentato dal sistema di cortina architettonica che avvolge l’intero edificio. Si tratta di una struttura di schermatura in montanti e traversi che percorre tutto il perimetro, esterno e interno, e che funge da elemento ordinatore dell’intero organismo architettonico. A questo si aggiunge una seconda pelle verde, composta da essenze vegetali rampicanti, che contribuisce alla regolazione climatica dell’edificio, migliorando al contempo il dialogo tra l’architettura e il paesaggio.
Le facciate continue vetrate, sui fronti sud, ovest e nord, garantiscono un’elevata luminosità naturale e permettono una connessione visiva costante tra interno ed esterno, trasformando l’edificio in un luogo permeabile e accogliente. Queste superfici sono protette da un sistema di frangisole in WPC che ne modulano l’irraggiamento e conferiscono un’identità architettonica omogenea e riconoscibile.
La distribuzione interna è stata progettata per rispondere a esigenze funzionali contemporanee, sia dal punto di vista dell’utente che da quello del personale che opera all’interno della struttura. Gli spazi destinati alla comunità, come ambulatori, uffici, sale per associazioni e spazi di rappresentanza, sono stati organizzati in modo da garantire massima accessibilità e flessibilità. Particolare attenzione è stata riservata alle aree con vocazione pubblica, collocate al secondo piano del corpo nord, pensate per ospitare anche eventi e attività aperte alla cittadinanza. Questi ambienti sono facilmente riconfigurabili grazie all’utilizzo di pareti mobili, che permettono di adattare le dimensioni degli spazi alle diverse necessità.
Tre grandi lucernari in copertura – collocati in corrispondenza dei principali nodi distributivi e della sala dedicata al Punto Unico di Accesso – offrono un apporto costante di luce zenitale, migliorando la qualità ambientale degli interni e rendendo visibile il verde presente in copertura. Anche questa scelta contribuisce a rafforzare il legame tra architettura e natura, generando un’esperienza percettiva che pone l’utente al centro, in un ambiente salubre, efficiente e visivamente coinvolgente.
Nel suo complesso, il progetto rappresenta una sintesi tra innovazione tecnologica e sensibilità ambientale, proponendo un nuovo modello di edilizia pubblica, capace di rispondere alle sfide contemporanee e di restituire alla collettività uno spazio accessibile, efficiente e profondamente radicato nel territorio in cui si inserisce.
Nuova Struttura
Socio Sanitaria
SALÒ
2024
COMMITTENTE
ASST DEL GARDA
TIPOLOGIA
STRUTTURA SANITARIA
AREA
3.890 MQ
IMPORTO LAVORI
10.946.050,00 €
PROJECT MANAGER
Fabiano Faini
PROJECT LEADER
ing. Stefano Zubani
PROJECT TEAM
arch. Paolo Neglia
int.& urb. Designer Gaia Vezzoli
Struttura Socio Sanitaria
SALÒ
2024
COMMITTENTE
ASST DEL GARDA
TIPOLOGIA
STRUTTURA SANITARIA
AREA
3.890 MQ
IMPORTO LAVORI
10.946.050,00 €
PROJECT MANAGER
Fabiano Faini
PROJECT LEADER
ing. Stefano Zubani
PROJECT TEAM
arch. Paolo Neglia
int. & urb. Designer Gaia Vezzoli
Il progetto nasce da un approccio integrato che coniuga qualità architettonica, sostenibilità ambientale e attenzione al contesto paesaggistico. Fin dalle prime fasi, il lavoro si è sviluppato attorno a quattro principi fondamentali: sostenibilità, integrazione con l’ambiente circostante, comfort interno e flessibilità d’uso degli spazi. La sostenibilità viene affrontata non solo in termini di efficienza energetica, ma considerando l’intero ciclo di vita dell’edificio: dalla riduzione dell’impatto del cantiere, alla facilità di manutenzione, fino alla gestione e dismissione futura della struttura. Questo approccio consente di progettare un’architettura responsabile e duratura.
L’edificio è pensato per inserirsi in modo rispettoso nel contesto ambientale in cui sorge. Il lotto di intervento si colloca all’interno di un’area verde residua, delimitata a est da un terrapieno che confina con un campo da golf e attraversata da una fascia boschiva tutelata. L’obiettivo non è quello di creare un’architettura che si imponga sul paesaggio, ma piuttosto che si integri naturalmente nel sito, rafforzando la relazione con l’ambiente esistente. In questo senso, l’intervento è stato concepito per restituire l’idea di un edificio che appartenga da sempre al luogo, attraverso scelte materiche e cromatiche coerenti con il contesto. Ne sono un esempio la copertura a doppia falda del corpo nord, realizzata con tegole bituminose in tonalità naturali, e i tetti verdi estensivi che caratterizzano i volumi più bassi, contribuendo alla mitigazione dell’impatto visivo e al miglioramento microclimatico.
Uno degli elementi distintivi del progetto è rappresentato dal sistema di cortina architettonica che avvolge l’intero edificio. Si tratta di una struttura di schermatura in. montanti e traversi che percorre tutto il perimetro, esterno e interno, e che funge da elemento ordinatore dell’intero organismo architettonico. A questo si aggiunge una seconda pelle verde, composta da essenze vegetali rampicanti, che contribuisce alla regolazione climatica dell’edificio, migliorando al contempo il dialogo tra l’architettura e il paesaggio. Le facciate continue vetrate, sui fronti sud, ovest e nord, garantiscono un’elevata luminosità naturale e permettono una connessione visiva costante tra interno ed esterno, trasformando l’edificio in un luogo permeabile e accogliente. Queste superfici sono protette da un sistema di frangisole in WPC che ne modulano l’irraggiamento e conferiscono un’identità architettonica omogenea e riconoscibile.
La distribuzione interna è stata progettata per rispondere a esigenze funzionali contemporanee, sia dal punto di vista dell’utente che da quello del personale che opera all’interno della struttura. Gli spazi destinati alla comunità, come ambulatori, uffici, sale per associazioni e spazi di rappresentanza, sono stati organizzati in modo da garantire massima accessibilità e flessibilità. Particolare attenzione è stata riservata alle aree con vocazione pubblica, collocate al secondo piano del corpo nord, pensate per ospitare anche eventi e attività aperte alla cittadinanza. Questi ambienti sono facilmente riconfigurabili grazie all’utilizzo di pareti mobili, che permettono di adattare le dimensioni degli spazi alle diverse necessità.
Tre grandi lucernari in copertura – collocati in corrispondenza dei principali nodi distributivi e della sala dedicata al Punto Unico di Accesso – offrono un apporto costante di luce zenitale, migliorando la qualità ambientale degli interni e rendendo visibile il verde presente in copertura. Anche questa scelta contribuisce a rafforzare il legame tra architettura e natura, generando un’esperienza percettiva che pone l’utente al centro, in un ambiente salubre, efficiente e visivamente coinvolgente.
Nel suo complesso, il progetto rappresenta una sintesi tra innovazione tecnologica e sensibilità ambientale, proponendo un nuovo modello di edilizia pubblica, capace di rispondere alle sfide contemporanee e di restituire alla collettività uno spazio accessibile, efficiente e profondamente radicato nel territorio in cui si inserisce.